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Uno sguardo generale al Circondario di Campobasso

Il Molise
dalle origini ai nostri giorni

Giambattista Masciotta

Volume Secondo
Il Circondario di Campobasso

Napoli
Stab. Tipografico Luigi Pierro e figlio
Via Roma, 402
1915

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Uno sguardo generale al Circondario di Campobasso

Il Contado di Molise, che dalla metà del secolo XVI era annesso alla Capitanata, venne dichiarato provincia autonoma con legge speciale del 27 settembre 1806, la quale stabiliva altresì che Campobasso sarebbe stata sede dell'intendente.

La legge 8 dicembre stesso anno - determinante la circoscrizione territoriale dei Distretti - stabiliva che fossero compresi nel Distretto di Campobasso 8 Governi aventi rispettivamente a capoluogo. Campobasso, Casacalenda, Colle, Mirabello, Riccia, Ripalimosano, S. Giovanni in Galdo e Sepino.

Il R.D. 25 dicembre 1806 staccava, intanto, il governo di Ielsi dalla Capitanata e lo aggregava al Molise; onde la legge 19 dicembre 1807 - che ordinava la circoscrizione territoriale dei Governi - aggiunse il Governo di Ielsi al Distretto di Campobasso, il quale comprese perciò 9 Governi e 35 Comuni.

I 9 Governi formanti il Distretto di Campobasso furono:

I. - Campobasso (Busso, Oratino, S. Stefano).
II. - Casacalenda (Morrone, Provvidenti, Ripabottoni).
III. - Colle (Castelpagano, Circello).
IV. - Ielsi (Cercemaggiore, Gildone).
V. - Mirabello (Ferrazzano, Vinchiaturo).
VI. - Riccia (Castelvetere, Gambatesa, Tufara).

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VII. - Ripalimosano (Castellino, Limosano, Montagano, Petrella, S. Angelo Limosano).
VIII. - S. Giovanni in Galdo (Campodipietra, Campolieto, Matrice, Toro).
IX. - Sepino (Cercepiccola, S. Giuliano del Sannio).

La provincia di Molise, comprensiva di due Distretti (Campobasso e Isernia), 21 Governi e 109 Comuni, subì una notevole variazione nella propria struttura e configurazione per effetto del R. D. 5 maggio 1811, mediante il quale essa risultò composta di tre Distretti, 28 Circondari (già Governi) e 134 Comuni, per l'annessione del Distretto di Larino.

Il Distretto di Campobasso fu il più avvantaggiato dalla riforma murattiana, poichè i suoi Circondari da 9 vennero aumentati a 12, e i Comuni dipendenti da 35 a 58.

I 12 Circondari furono:

I. - Baranello (Busso, Colledanchise, Spinete, Vinchiaturo).
II. - Campobasso (Ferrazzano, Mirabello, Oratino con S. Stefano).
III. - Castropignano con Roccaspromonte (Casalciprano, Fossalto, Molise, Torella).
IV. - Colle (Baselice, Castelpagano, Circello, Foiano).
V. - Ielsi (Cercemaggiore, Gildone).
VI. - Montagano (Castellino, Limosano, Petrella, Ripalimosano, S. Angelo Limosano).
VII. - Pontelandolfo (Campolattaro, Casalduni, Ponte, Remo, S. Lupo).
VIII. - Riccia (Castelvetere, Gambatesa, Tufara).
IX. - S. Giovanni in Galdo (Campodipietra, Campolieto, Matrice, Toro).
X. - S. Elia a Pianisi (Macchia Valfortore, Monacilioni, Pietracatella).
XI. - Sepino (Cercepiccola, Morcone, S. Giuliano del Sannio, S. Croce del Sannio, Sassinoro).
XII. - Trivento (Bagnoli, Pietracupa, Salcito, S. Biase).

Avvenuta la restaurazione borbonica nel maggio del 1815, il governo di Ferdinando I si affrettò a rimaneggiare la legislazione del decennio, non tanto per eliminare dalle leggi ciò che vi fosse di troppo ardito e poco conforme alle vedute del novello governo, quanto per sopprimere dal loro testo le firme di Giuseppe e di Gioacchino.

Con R. D. 11 agosto 1815, ed effetto dal 1 gennaio 1816, si ebbe una riforma della circoscrizione amministrativa con lievi ritocchi a quella del Molise.

Il Distretto di Campobasso ebbe aumentati da 12 a 14 i Circondari, fermo restando il numero dei Comuni nella precedente cifra di 58.

I nuovi Circondari vennero formati nel seguente modo:

I. - Baranello (Busso, Colledanchise, Spinete, Vinchiaturo).
II. - Baselice (Castelvetere, Foiano).
III. - Campobasso (Ferrazzano, Mirabello, Oratino con S. Stefano).

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IV. - Castropignano con Roccaspromonte (Casalciprano, Fossalto, Molise, Torella).
V. - Colle (Castelpagano, Circello, Reino).
VI. - Ielsi (Campodipietra, Cercemaggiore, Gildone).
VII. - Montagano (Castellino, Limosano, Petrella, Ripalimosano, S. Angelo Limosano).
VIII. - Morcone (S. Croce di Morcone, Sassinoro).
IX. - Pontelandolfo (Campolattaro, Casalduni, Ponte, S. Lupo).
X. - Riccia (Gambatesa, Tufara).
XI. - S. Giovanni in Galdo (Campolieto, Matrice, Toro).
XII. - S. Elia a Pianisi (Macchia Valfortore, Monacilioni, Pietracatella).
XIII. - Sepino (Cercepiccola, S. Giuliano del Sannio).
XIV. - Trivento (Bagnoli, Pietracupa, Salcito, S. Biase).

Il R. Decreto li agosto 1815 non ebbe effetti, o fu vigente per pochi mesi, poichè in data 1º maggio 1816 venne promulgata la legge organica sulle circoscrizioni amministrative.

Tale legge non addusse che lievi ritocchi alla compagine della nostra provincia. Il Distretto di Campobasso vide però aumentare da 14 a 15 i propri Circondari, mentre il numero dei Comuni da 58 era ridotto a 57 per l'aggregazione di Ponte con Casalduni. I Circondari risultavano variati nel seguente modo:

I. - Baranello (Busso, Colledanchise, Spinete, Vinchiaturo).
II. - Baselicie (Castelvetere, Foiano).
III. - Campobasso (Ferrazzano, Mirabello, Oratino con S. Stefano).
IV. - Castropignano con Roccaspromonte (Casalciprano, Fossalto, Limosano, Molise, S. Angelo Limosano, Torella).
V. - Colle (Circello, Reino).
VI. - Ielsi (Campodipietra, Gildone).
VII. - Montagano (Castellino, Petrella, Ripalimosano).
VIII. - Morcone (Campolattaro, Sassinoro).
IX. - Pontelandolfo (Casalduni con Ponte, S. Lupo).
X. - Riccia (Gambatesa, Tufara).
XI. - S. Giovanni in Galdo (Campolieto, Matrice, Toro).
XII. - S. Croce di Morcone (Castelpagano, Cercemaggiore).
XIII. - S. Elia a Pianisi (Macchia Valfortore, Monacilioni, Pietracatella).
XIV. - Sepino (Cercepiccola, S. Giuliano del Sannio).
XV. - Trivento (Bagnoli, Pietracupa, Salcito, S. Biase).

In seguito ai rivolgimenti del 1860 ed alla unificazione della patria, la provincia di Molise mutò, pei decreti luogotenenziali del 17 febbraio 1861, la configurazione e fu ridotta di superficie.

Il Circondario (già Distretto di Campobasso) patì lo stralcio di 5 Mandamenti (già Circondari), che vennero destinati alla formazione della provincia di Benevento, onde rimase con 10 Mandamenti, comprensivi di 42 Comuni e cioè:

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I. - Baranello (Busso, Colledanchise, Spinete, Vinchiaturo).
II. - Campobasso con S. Stefano (Ferrazzano, Mirabello, Oratino).
III. - Castropignano con Roccaspromonte (Casalciprano, Fossalto, Limosano, Molise, S. Angelo Limosano, Torella).
IV. - Ielsi (Campodipietra, Gildone).
V. - Montagano (Castellino, Petrella, Ripalimosano).
VI. - Riccia (Gambatesa, Tufara).
VII. - S. Giovanni in Galdo (Campolieto, Matrice, Toro).
VIII. - S. Elia a Pianisi (Macchia Valfortore, Monacilioni, Pietracatella).
IX. - Sepino (Cercepiccola, S. Giuliano del Sannio).
X. - Trivento (Bagnoli, Pietracupa, Salcito, S. Biase).

I dieci Mandamenti del Circondario di Campobasso sono rappresentati nel Consiglio Provinciale da 15 Consiglieri sulla totalità di 40 assegnati al Molise, per essere la sua popolazione inferiore a 400.000 abitanti.

In rapporto al censimento del 1911, ogni Consigliere di questo Circondario rappresenta 8.613 abitanti; mentre i 12 Consiglieri del Circondario di Larino e i 13 d'Isernia rappresentano rispettivamente 9.814 e 11.013 abitanti.

La rappresentanza di Larino è quella, dunque, che numericamente si approssima meglio alla media determinata dal censimento suddetto poichè risultando da esso la popolazione provinciale in 390.135 abitanti, ogni Consigliere dovrebbe essere il rappresentante di 9753 abitanti.

Per la legge 31 luglio 1892, essendo stata abolita la pretura di Ielsi, i Mandamenti giudiziari del Circondario di Campobasso vennero ridotti a 9, mentre restò inalterato il numero dei Mandamenti amministrativi.

Beneficiarono della soppressione i Mandamenti giudiziari di Riccia, S. Giovanni in Galdo e Campobasso, ai quali vennero rispettivamente aggregati i Comuni di Ielsi, Campodipietra e Gildone.

L'arma dei RR. Carabinieri nel Molise è sottoposta al Comando di Divisione di Campobasso (retta da un Tenente Colonnello o da un Maggiore): quale comando di Divisione dipende dalla Legione Territoriale di Ancona.

Nella provincia si contano 56 stazioni con una forza (a ruolo, non effettiva) di 336 uomini; stazioni che gravano sul bilancio provinciale per la somma complessiva di L.61.100, comprese L.700 per indennità d'alloggio ad ufficiali, L.2.354 per eventuali aumenti di fitti od impianti di nuove stazioni, e L.5.400 figurative come corrispondenti al reddito dei locali di proprietà provinciale costruiti od adibiti allo scopo.

Volendo pur non tener conto della somma di L.2.354, l'esito annuale ascende a non meno di L.58.746: ingente in sè, poichè equivale a L.438 per Comune, ad oltre quindici centesimi ad abitante, ed a più che L.174 per ogni milite, se la forza presente ed attiva corrispondesse realmente a quella stabilita nei ruoli.

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Nel Circondario di Campobasso vi sono 18 stazioni dei RR. CC. nei Comuni di Bagnoli, Baranello, Campobasso, Campolieto, Castropignano, Gambatesa, Ielsi, Limosano, Mirabello, Montagano, Petrella, Riccia, S. Elia, S. Giovanni in Galdo, S. Giuliano del Sannio, Sepino, Trivento e Vinchiaturo, con una forza complessiva a ruolo di 111 uomini, ed una spesa annua di L.19.750 delle quali L.4.000 figurative nel senso soprindicato.

La superficie del Circondario di Campobasso non misura che Kmq. 1220. Esso, comprendendo 42 Comuni, è nella provincia quello in cui gli agri comunali sono i più piccoli, non superando la superficie media di Kmq. 29,047 od Ettari 2904,70; mentre la superficie media degli agri comunali è di Ettari 2976,50 nel Circondario d'Isernia, e di Ettari 4182 nel Circondario di Larino.

Siffatte cifre non è superfluo conoscere, giacchè gravano non poco sull'economia generale rispettiva dei tre Circondari, specialmente in rapporto all'agricoltura, determinando fra essi una sperequazione di ricchezza evidente e tangibile.

L'altitudine media del Circondario di Campobasso - desunta da quella dei suoi Comuni - è di m. 652: la quale non è raggiunta da 20 Comuni, ma è superata da 22, fra cui è da noverare il capoluogo.

Il suo Comune più basso è Tufara, a 420 metri sul livello del mare; il più alto è S. Angelo Limosano e 899 metri. Petrella, coi suoi 651 metri d'altitudine, è il rappresentante unico della media.

Giova qui rilevare che l'altitudine media del Circondario di Larino è di m. 459, e quella del Circondario d'Isernia è di m. 720.

La popolazione del Circondario di Campobasso, secondo il censimento del 1911, ammonta a 129.192 abitanti, val quanto dire a 3.076 per Comune: a differenza del Circondario d'Isernia dove la media popolazione comunale è di 2.512 abitanti, e del Circondario di Larino dov'è di 3.365.

Nel Circondario di Campobasso prevale il tipo del Comune monocentro, non come di regola nel Circondario di Larino, ma assai più che in quello d'Isernia; ed infatti, fra i suoi 42 Comuni, fanno eccezione soltanto 8, e cioè: Campobasso che ha la frazione di S. Stefano; Castropignano con Roccaspromonte; Fossalto con S. Agnese; Riccia con Castellano e Paolina; Sepino con Castelvecchio o Altilia; Spinete con Piana e Monti; Trivento con S. Felice e Querciapiana; e Vinchiaturo con Monteverde e Pozzetto.

La densità della popolazione è nel Circondario stesso maggiore che nel resto della provincia, poichè - data la parvità degli agri comunali - ascende a 106 abitanti a chilometro quadrato, mentre nel Circondario d'Isernia è di 84, e di 80 in quello di Larino.

L'accentramento della popolazione negli abitati comunali, la repel-

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lenza della classe rurale alla stabile dimora nei campi, e quell'insieme di consuetudini e tendenze sociali che si suole indicare con la parola urbanesimo, si presenta nei tre Circondari in misura molto diversa.

L'urbanesimo è massimo nel Circondario di Larino, medio nel Circondario di Campobasso, minimo in quello d'Isernia; e nondimeno è innegabile che il progresso agricolo va da noi commisurato in ragione diretta della tendenza stessa.

Come spiegare la cosa? Una spiegazione potrebbe essere questa: che nel Circondario d'Isernia, a proprietà frazionata, l'agricoltura è gestita dal contadino, e risente dei difetti e dell'ignoranza di esso, non escluso l'attendere dal cielo l'ubertosità della terra; mentre nel Circondario di Campobasso prevale la mezzeria coi benefici e le inconvenienze che le sono inerenti, e nel Circondario di Larino la conduzione diretta da parte di proprietari della borghesia, dalla mente più aperta ai suggerimenti della scienza, alle iniziative di migliorie, alla razionalità delle colture.

Dal censimento ultimo è dato rilevare che dal 1861 al 1911 (cioè in mezzo secolo) la popolazione del circondario di Campobasso è aumentata del 6,52% e cioè di 7.913 abitanti; naturalmente non in modo uniforme, poichè se si è verificato l'aumento in 29 Comuni, si è pur verificato la diminuzione della popolazione in 13.

È aumentata di 349 abitanti a Bagnoli, di 1494 a Baranello, di 21 a Busso, di 2233 a Campobasso, di 481 a Campodipietra, di 89 a Campolieto, di 400 a Casalciprano, di 402 a Castellino, di 315 a Cercepiccola, di 505 a Fossalto, di 742 a Gambatesa, di 391 a Ielsi, di 359 a Limosano, di 75 a Matrice, di 143 a Mirabello, di 25 a Molise, di 333 ad Oratino, di 117 a Petrella, di 264 a Pietracùpa, di 466 a Riccia, di 19 a S. Biase, di 2 a S. Elia, di 286 a S. Giovanni in Galdo, di 453 a Sepino, di 46 a Spinete, di 243 a Torella, di 569 a Toro, di 280 a Trivento, di 1157 a Vinchiaturo.

È diminuita invece, di 166 abitanti a Castropignano, di 197 a Colledanchise, di 487 a Ferrazzano, di 73 a Gildone, di 518 a Macchia Valfortore, di 193 a Monacilioni, di 304 a Montagano, di 64 a Pietracatella, di 1433 a Ripalimosano, di 270 a Salcito, di 76 a S. Angelo Limosano, di 252 a S. Giuliano del Sannio, di 313 a Tufara.

In rapporto alla circoscrizione elettorale politica il Circondario di Campobasso investe quattro Collegi elettorali, formando integralmente i Collegi di Campobasso e di Riccia, e concorrendo alla formazione dei Collegi di Agnone e Boiano.

I suoi Comuni sono così ripartiti:

Collegio di Agnone - Trivento. Comune: 1.

Collegio di Boiano - Bagnoli del Trigno, Busso, Colledanchise, Pietracupa, Spinete, Vinchiaturo. Comuni: 6.

Collegio di Campobasso - Baranello, Casalciprano, Castropignano, Cercepiccola, Ferrazzano, Fossalto, Limosano, Mirabello, Molise,

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Oratino, Salcito, S. Biase, S. Giuliano del Sannio, S. Angelo Limosano, Sepino, Torella. Comuni: 17.

Collegio di Riccia - Campodipietra, Campolieto, Castellino, Gambatesa, Gildone, Ielsi, Macchia Valfortore, Matrice, Monacilioni, Montagano, Petrella, Pietracatella, Ripalimosano, S. Giovanni in Galdo, S. Elia, Toro, Tufara. Comuni: 18.

In rispetto alla Circoscrizione ecclesiastica il Circondario di Campobasso è ripartito in tre diocesi, nel seguente modo:

Archidiocesi di Benevento - Campodipietra, Campolieto, Gambatesa, Gildone, Ielsi, Limosano, Macchia Valfortore, Matrice, Monacilioni, Pietracatella, Riccia, S. Giovanni in Galdo, S. Angelo Limosano, S. Elia, Toro, Tufara. Comuni: 16.

Diocesi di Boiano - Baranello, Busso, Campobasso, Castellino, Cercepiccola, Colledanchise, Ferrazzano, Mirabello, Montagano, Oratino, Petrella, Ripalimosano, S. Giuliano del Sannio, Sepino, Spinete, Vinchiaturo. Comuni: 16.

Diocesi di Trivento - Bagnoli, Casalciprano, Castropignano, Fossalto, Molise, Pietracupa, Salcito, S. Biase, Torella, Trivento. Comuni: 10.

Le feste patronali dei Comuni erano in passato riconosciute per feste civili. Con R. D. 4 agosto 1913 N.º 1027 sono state escluse dal novero dei giorni festivi.

Nel Circondario di Campobasso sono le seguenti:

Bagnoli del T. S. Vitale 20 agosto
   id. S. Silvestro 31 dicembre
Baranello    S. Michele Arc. 8 maggio
Busso S. Lorenzo 10 agosto
Campobasso S. Giorgio 23 aprile
Campodipietra   S. Martino 11 novembre
Campolieto S. Michele Arc. 29 settembre
Casalciprano S. Cristinziano 13 maggio
Castellino del B.   S. Pietro in Vinc. 1.º agosto
Castropignano   S. Pietro mart. 29 aprile
Cercepiccola S. Donato ves. 7 agosto
Colledanchise S. Sisto 6 agosto
Ferrazzano S. Albino 1.º marzo
Fossalto S. Pietro mar. 29 aprile
Gambatesa  S. Bartolomeo ap. 25 agosto
Gildone S. Sabino ves. e mar. 1.º agosto
Ielsi S. Andrea ap. 30 novembre
Limosano S. Ludovico d'Angiò ves. 19 agosto
Macchia Valf. S. Nicola di Bari 6 dicembre
Matrice S. Urbano mar. 3ª dom. maggio
Mirabello S. Giorgio 23 aprile

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Molise S. Onorato 5 Luglio
Monacilioni S. Rocco 16 agosto
Montagano S. Alessandro 10 luglio
Oratino S. Bonifacio 14 maggio
Petrella S. Giorgio 23 aprile
Pietracatella S. Donato ves. e mar. 7 agosto
Pietracupa S. Gregorio papa 11 settembre
Riccia S. Agostino 28 agosto
Ripalimosano S. Michele arc. 8 maggio
Salcito S. Basilio magno 14 giugno
S. Angelo Limosano    S. Pietro Celestino 19 maggio
S. Biase   S. Biase ves. e mar. 3 febbraio
S. Elia a P. S. Elia profeta 20 luglio
S. Giovanni in G.  S. Giovanni Battista 29 agosto
S. Giuliano del S.  S. Nicola di Bari 6 dicembre
Sepino S. Cristina 21 luglio
Spinete S. Giovanni Battista 24 giugno
Torella del S.      ?      ?
Toro S. Mercurio magno 26 agosto
Trivento SS. Nazario, Celsio e Vittore 28 luglio
Tufara B. Giovanni da Tufara 28 agosto
Vinchiaturo S. Bernardino da Siena 20 maggio

Si vuole che la parola "fiera" non sia altro che la "feria" latina - festa - il che pare confortato dalla generale consuetudine di celebrare le fiere nelle ricorrenze festive della religione e di denominarle dal santo del giorno.

Negli antichi tempi le fiere venivano autorizzate direttamente dalla potestà sovrana, e concesse a titolo di privilegio in ricognizione di speciali benemerenze delle singole università. Federico II nel 1234 (come si è detto a pag. 328 del I volume) ne stabili 7 in tutto il Reame continentale; e da Riccardo da S. Germano apprendesi essere prescritto ai mercatanti che vi accorrevano di non poter trasportare altrove le rispettive mercanzie per tutta la durata di ciascuna (1). Il numero delle fiere venne, in sèguito, largamente accresciuto; ma non era autorizzata una fiera se non previo assenso formale dei Comuni contigui, i quali dovevano dichiarare che la fiera istituenda non turbava minimamene i rispettivi loro interessi.

Con R. D. 22 agosto 1863 venne attribuita ai Prefetti la facoltà sia di istituire nuove fiere, sia di trasferire le date di quelle già esistenti. Nel Circondario di Campobasso sono autorizzate le seguenti fiere (2):

Bagnoli del T. S. Michele 7-8 maggio
    " M. dei Miracoli 15-16 giugno
    " S. Vitale 19-20 agosto
Baranello S. Antonio * 12-13 giugno

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Busso M. del Carmine * 15-16 luglio
    " Present. di M. Vergine (3) 21 novembre
Campobasso S. Benedetto 10-11 marzo
     " S. Pietro Apos. (4) 28-29 giugno
     " S. Maria Verg. (5) 7-8 settembre
     " SS. Cosma e Damiano (6) 26-27 settembre
Campodipietra Statuto (7) 1ª dom. giugno
Campolieto S. Michele Arc. (8) 28-29 settembre
Casalciprano S. Cristinziano (9) 11-12 maggio
     " S. Nicola (10) 6-7 dicembre
Castellino del B. S. Lucia 13 dicembre
Castropignano S. Giacomo * 24-25 luglio
     "      ?     * 1º sab. e dom. ottob.
Cercepiccola S. Donato * 7 agosto
     " S. Cuore * Ult. dom. agosto 9
Ferrazzano (11)      ?      ?
Gambatesa S. Filomena (12) 31 mag.-1º giugno
     " M. V. Assunta 14-15 agosto
     " S. Lucia (13) 24-25 ottobre
Gildone S. Sabino 31 lugl.-1º agosto
     " S. Emidio (14) 5-6 settembre
Ielsi Incoronata (15) Ult. sab. d'aprile
     " S. Pasquale (16) 16-17 maggio
     " S. Antonio 12-13 giugno
     " S. Filomena (17) 17-16 agosto
     " S. Andrea (18) 29-30 novembre
Limosano SS. Donato e Filomena 6-7-8 agosto
Macchia Valf. S. Bonifacio 14 maggio
Mirabello S. Giuseppe (19) 18-19 marzo
     " S. Giorgio 22-23 aprile
     " Mad. dei Fiori 1ª dom. giugno
     " Mad. del Carmine 15-16 luglio
Molise Mad. del Piano 2 luglio
Monacilioni S. Reparata 7-8 ottobre
Oratino S. Bonifacio (20) 13-14 maggio
     " S. Gennaro 18-19 settembre
Petrella S. M. della Mercede (21) 24-25 settembre
     " S. Antonio * 3º sab. d'ottobre
Pietracatella S. Giov. Battista (22) 29-30 agosto
Riccia S. Giuseppe (23) 19 marzo
     " S. Vitale (24) 1ª dom. maggio
     " S. Giov. Battista 24 giugno
     " S. Matteo * 20-21 settembre
     " Ognissanti 31 ottob.-10 nov.
Ripalimosano S. M. della Neve 12 agosto
Salcito Incoronata Ult. dom. d'aprile

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Salcito S. Domenico * 24 settembre
     " S. Emidio 21 ottobre
S. Biase S. Pia (25) 12-13 settembre
     " S. Primitiva 22-23 ottobre
S. Elia a Pianisi Corpus Domini 29-30 maggio
     " S. Domenico (26) 4-5 agosto
     " S. Francesco (27 1º ottobre
S. Giuliano del S. S. Anna (28) 25-27 luglio
Sepino      ? 1ª dom. di maggio
     " S. Cristina (29) 22-25 luglio
     " S. Lorenzo (30) 9-10 agosto
Torella del S.      ? 14-15 ottobre
Toro S. Croce (31) 2-3 maggio
Trivento S. Croce (32) 3-4 maggio
     " Nostra Signora (33) 30-31 maggio
     " S. Nazario (34) 27-29 luglio
     " S. Andrea (35) 9-10 novembre
     " Concezione (36) 7-8 dicembre
Tufara Carmine (37) 15-16 luglio
     " S. Agostino 28 agosto
     " S. Giovanni 14 novembre
Vinchiaturo S. Berardino 19-20 maggio
     " Assunta (38) 14-15 agosto
     " S. Francesco 34 ottobre
     " S. Lucia 12-14 dicembre

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NOTE ILLUSTRATIVE E BIBLIOGRAFICHE

(1) RICHARDI DE S. GERMANO. - Chronicon rerum per orbem gestarum, etc (Confr. all'anno 1234).

(2) Le fiere, i cui titoli non hanno alcun riferimento alle note, sono quelle delle quali s'ignora la data di fondazione. Le fiere coi titoli contrassegnati dall'asterisco sono quelle la cui fondazione risulta anteriore al 1848, senza escludere che possano risalire a secoli precedenti.

(3) Istituita nel 1901.

(4) Concessa nel 1419 dalla Regina Giovanna II a richiesta del conte Guglielmo di Gambatesa.

(5) E la prima fiera che venne autorizzata in Campobasso, e di essa si ha notizia dal secolo XIII.

(6) Venne istituita nel 1770.

(7) Autorizzata con Decreto Prefettizio del 3 maggio 1875.

(8) Autorizzata con R. D. 6 maggio 1857.

(9) Con R. D. 30 giugno 1810 Casalciprano ottenne di poter celebrare due fiere annuali: la prima il 21-22 luglio, la seconda il 15-16 settembre. Ignoriamo quando e perchè tali fiere sono state sostituite con le attuali.

(10) Vedi nota precedente.

(11) Non è stato possibile avere di Ferrazzano nè questa, nè altra notizia di carattere strettamente municipale, malgrado le nostre vive e ripetute richieste alle autorità locali in diversi tempi e circostanze, e l'esserci rivolti altresì ad egregie persone estranee ai pubblici uffici.

(12) Autorizzata con Decreto Prefettizio 17 maggio 1906.

(13) Decreto Prefettizio 26 settembre 1890.

(14) Istituita nel 1895.

(15) Autorizzata con Decreto Prefettizio 1º luglio 1887.

(16) Decreto Prefettizio 18 dicembre 1903.

(17) Decreto Prefettizio 28 giugno 1894.

(18) Decreto Prefettizio 15 luglio 1893.

(19) Fu autorizzata nel 1844 con R. D. 3 aprile.

(20) Istituita con R. D. 27 agosto 1856.

(21) Fondate con R. D. 6 agosto 1863.

(22) Autorizzata con Decreto Prefettizio 25 agosto 1885.

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(23) Istituita nel 1910.

(24) Questa fiera è molto antica, e se ne ha notizia anteriormente al 1665.

(25) Fiera istituita nel secolo XVII, se non pure anteriormente. Nel 1800 era già ben nota e molto frequentata.

(26) Autorizzata con R. D. 15 maggio 1863.

(27) Autorizzata con Decreto Prefettizio 2 febbraio 1887.

(28) Istituita con R. D. 6 dicembre 1815.

(29) Questa fiera venne istituita con R. D. 6 dicembre 1815, ed il Giustiniani ne fa menzione nel "Dizionario ecc." pubblicato nel 1816, come ricorrente nei giorni 24-25 luglio. Essa dovè forse andare in disuso, perchè un R. D. 4 settembre 1854 ne autorizzava il ripristino nel periodo dal 25-27 luglio.

(30) Questa fiera è menzionata parimente dal Giustiniani nel 1816.

(31) Fondata con R. D. Il novembre 1813.

(32) Istituita con R. D. 30 novembre 1853.

(33) Decreto Prefettizio 26 marzo 1903.

(34) Istituita con R. D. 6 maggio 1853.

(35) Decreto Prefettizio 25 aprile 1878.

(36) Decreto Prefettizio 16 agosto 1900.

(37) Fondata con R. D. 10 marzo 1853.

(38) GIUSTINIANI LORENZO. - Dizionario geografico ragionato del Regno di Napoli. Presso Vincenzo Manfredi, 1797. (Confr. al vocabolo Vinchiaturo).


Il Molise
dalle origini ai nostri giorni

Giambattista Masciotta

VOLUME QUARTO
IL CIRCONDARIO DI LARINO

CAVA DEI TIRRENI
Arti Grafiche Ditta E. DI MAURO
1952

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Quali i Santi più popolari nel Molise?

Questa domanda non ha in sè nulla d'irriverente, ove si consideri che la scelta e, diciamo pure, l'elezione del patrono comunale era in antico tempo oggetto di formali votazioni, nelle quali si contendevano la vittoria i differenti partiti sociali.

Per quanto la reverenza dovuta all'eletto facesse presumere che il mandato venisse conferito in perpetuo, siffatta origine laica e mondana dava luogo al fatto che, o nel prevalere dell'una parte sull'altra nel corso del tempo, o per vicende storiche, o pel sopraggiungere di sinistri tellurici e di letali epidemie, parecchi Comuni, non paghi nè soddisfatti del celeste patrono in seggio, avessero a mutarlo, come si fa oggi di un domestico o di un deputato. Il fatto, certamente, più che temerario era deplorevole; e non deponeva bene nè della serietà dei fedeli, nè della illibatezza della loro fede. Non avrebbero dovuto tollerarlo e permetterlo le autorità acclesiastiche; ma lo tollerarono e permisero, e lo sconcio spettacolo si ripetè più volte con detrimento del rispetto dovuto alle cose sacre.

Nessuna irriverenza, dunque, nella domanda che ci siamo rivolta, ed a cui brevemente daremo risposta.

Nei 135 Comuni del Molise S. Michele Arcangelo e S. Nicola di Bari sono invocati, da secoli, pel celeste patrocinio da nove Comuni ciascuno. Il primo da Monteroduni, S. Angelo del Pesco, S. Angelo in Grotta, S. Elena Sannita, Acquaviva Collecroce, Roccavivara, Baranello, Campolieto e Ripalimosano; il secondo da Castel del Giudice, Macchiagodena, S. Polo Matese, Vastogirardi, Lucito, Provvidenti, Bonefro, Macchia Valfortore, e S. Giuliano del Sannio.

S. Giorgio viene terzo con sei Comuni: Chiauci, Scapoli, Montecilfone, Campobasso, Mirabello, e Petrella.

Quarto S. Rocco, con cinque, e cioè Duronia, Montelongo, Palata, Ripabottoni, e Monacilioni. Questo santo del XIV secolo sostituì in tali Comuni il precedente rispettivo patrono dopo la peste che afflisse il Reame dal 1526 al 1530, ispirandosi i fedeli chi alla gratitudine per essere stati risparmiati dalla morte, chi alla speranza di esserne preservati in altra occasione.

Al quinto posto sono da collocare S. Giuseppe con tre Comuni (Carpinone, Montelongo, Portocannone); e S. Leonardo con altrettanti (Colli al Volturno, Roccasicura, Castelmauro).

Un piccolo numero di Comuni ha per patrono un santo, o indigeno, o addirittura locale; sono Carovilli (S. Stefano del Lupo). San Pietro Avellana (S. Amico), Tufara (S. Giovanni da Tufara), San Angelo Limosano (S. Pietro Celestino), S. Martino in Pensilis (San Leo [S. Leone dei benedettini]), ecc. ecc.

Degli altri, parecchi sono abbinati sotto la protezione dello stesso patrono: i più hanno il proprio esclusivo.


Questa pagina: https://www.roangelo.net/molise/sguardo.html
A cura di Robert [Wesley] Angelo

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