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Il Tempo del Molise
Anno XXII - N. 5
Mercoledì 6 Gennaio 1965 - Pag. 5

Amori e delusioni nei versi delle « Majtunate »

GAMBATESA - 5
  Una delle manifestazioni di folklore che ancora allignano nei Molise, resta la sagra canora delle « majtunate » a Gambatesa.  La « majtunate » è una strofetta mordace e salace in vernacolo, improvvisata e diretta a questo o a quello.  Improvvisata nel soggetto, nel contenuto e nell'accompagnamento di alcuni strumenti caratteristici quali: « le sonagliere », gli « acciarini », il « bu-fù » (un mastodontico putipù napoletano).

Precedono la « majtunata » marcette e saltarelli eseguiti da provetti popolani, con il caratteristico « organetto abruzzese ».

Il paese, appena calata la sera dell'ultimo dell'anno, si riempie di suoni folkloristici, di voci canterine di estemporanei poeti in vena all'estro del momento (solleticato per la verità da abbondanti libagioni che si susseguono di casa in casa), i quali intonano la « majtunate » all'amico, al parente, alla fidanzata, con preferenza per le persone più in vista del paese e con precedenza assoluta per le ragazze.

Ma soprattutto amori e delusioni sono il tema centrale delle « majtunate »: insomma nell'euforia dell'ultima notte dell'anno, si vorrebbe con questo rito patriarcale espiare e fare ammenda dei maggiori vizzi, peccati commessi dal popolo, rendendone di pubblica ragione le note o ignote pecche, quasi si volesse ingraziare il sorgere del nuovo anno.

È una maniera piuttosto rude della satira popolare, che intende in modo grossolano e primitivo il senso dell'ironia, del sarcasmo, della giustizia.

Anche quest'anno la manifestazione si è conclusa con una gara su palco, con la premiazione delle « squadre » migliore e l'assegnazione della coppa al migliore cantore di « majtunate ».

Copyright © 1965 by Orlando Abiuso


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Last revised: 15 January 2006 : 2006-01-15

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